marzo 2, 2018

Il valore dell’impresa oltre i soli numeri

E’ possibile concepire la banca e i rapporti con imprese e clienti in modo diverso, tenendo in considerazione i valori immateriali ed etici e privilegiando il fattore umano oltre che i dati esclusivamente economici?

Per noi la risposta è sì, e vogliamo provare ad innovare ed evolvere un rapporto che non può basarsi sui soli numeri di un’impresa, perché dietro (e potremmo dire prima e dopo) ci può essere una catena di valore.

Il progetto Credimi è nato in in collaborazione con il Polo Universitario Aretino, quando a maggio 2017 lo abbiamo presentato ai nostri Soci, in occasione dell’assemblea annuale. Da allora il progetto è cresciuto e si è arricchito di molti contributi, che sono stati poi presentati il 12 febbraio alla Camera di Commercio di Arezzo.

Quali sono gli obiettivi del progetto Credimi?

  • Migliorare il processo di erogazione del credito
  • Creare uno strumento di supporto alla nostra banca per comprendere meglio l’orientamento futuro delle imprese
  • Migliorare l’informazione tra la banca e l’impresa
  • Valorizzare gli indicatori non finanziari delle imprese, in modo che possano diventare uno strumento di misurazione

Visto in un’ottica di sistema, questo progetto rappresenta un’opportunità reale per il nostro territorio, ovvero una catena di valore circolare. In questo modello cioè tutti i soggetti coinvolti possono creare e dare valore.
Certo è che partecipare a questo progetto significa “sporcarsi le mani”, essere cioè capaci di interpretare innanzitutto i bisogni delle imprese, salvaguardando la biodiversità dei territori e della Banca stessa, in quanto partner di queste iniziative.

“Il progetto merita di essere apprezzato per il metodo, per la triangolazione tra banca, imprese e mondo universitario e soprattutto per il contenuto. I rating che sono oggi sulla piazza fotografano infatti soltanto una parte della realtà delle imprese, quella forse meno importante che è solo economica. Questo rating invece mira a catturare gli elementi qualitativi per definire quanto le impresi meritino di ricevere credito e va invece in una direzione giusta.”
Stefano Zamagni, Economista e Docente dell’università di Bologna

Ad oggi, in Italia, non esiste un progetto di ricerca applicata così focalizzato e modellato sulle piccole e medie imprese. Pertanto esso può rappresentare una pratica innovativa a livello nazionale. Il modello è stato già sperimentato nei singoli settori di attività, sarà utile per rispondere alle sollecitazioni del contesto competitivo nel quale la Banca è inserita e rappresenta un’opportunità per dimostrare la capacità della Banca di evolversi verso le esigenze dei clienti (e viceversa).

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